Gli Oleoliti

Oleolito di iperico dal caratteristico colore rosso intenso

Eccomi qui a parlarvi finalmente dei famosissimi oleoliti, a cosa servono e come prepararli.

Il loro uso è prevalentemente esterno e quindi sono indicati per la pelle e varie problematiche ad essa collegate.

L’oleolito non è altro che un olio in cui dentro si mette a macerare una componente vegetale.

Gli ingredienti utilizzati per arricchire l’olio possono essere diversi per diversi utilizzi: fiori, foglie, piante aromatiche, radici da raccogliere a seconda di quel che la stagione ci mette a disposizione. Anche la scelta dell’olio può variare: di mandorle, di riso, di sesamo, arachidi o oliva extravergine. Io prediligo quello di olio extravergine di oliva di nostra produzione, perché bio al 100% e perché lo ritengo uno dei migliori prodotti antiossidanti in assoluto.

Ogni oleolito ha un effetto particolare sulla pelle, uno dei più famosi e pregiati è l’oleolito di iperico, o pianta di San Giovanni (da raccogliere tra la fine di giugno e gli inizi di luglio, ma se riuscite meglio il 23 giugno per lasciarlo “arricchire” sotto le portentose gocce della notte di San Giovanni, appunto) che ha evidenti proprietà cicatrizzanti, antinfiammatorie ed è anche un ottimo rimedio per dolori muscolari e reumatici. Ma la gamma dei vegetali da utilizzare è davvero molto vasta ed ogni pianta ha le sue particolari proprietà sulla nostra pelle. Vi elenco in breve alcune delle piante più comuni: il rosmarino è tonificante e illuminante, l’alloro ha una funzione riequilibrante, il fior di carota selvatica è compattante e  un formidabile ricostituente, la calendulina selvatica dolcemente emolliente, i fiori di sambuco sono antinfiammatori e ideali per rossori e punture d’insetto, i petali di rosa sono adatti alle pelli più sensibili e delicate, i fiori di mimosa rendono l’epidermide morbida e setosa , le foglie di aloe hanno poteri lenitivi e antiossidanti ecc.

Versare l’olio scelto sui fiori o sulle foglie

Fare un oleolito è semplicissimo. Bisogna adagiare in un boccaccio di vetro il vegetale scelto, meglio se precedentemente messo leggermente ad asciugare in una scatola di cartone per 24/48 ore, riempire il contenitore fino alla metà senza pressare, poi ricoprire con olio lasciando due dita di vuoto. Poi bisogna coprire il barattolo con una stoffa fermata con un elastico sul bordo.

Lasciare macerare per 40 giorni in tutto, 30 in luogo asciutto e gli ultimi 10 giorni possibilmente al sole.

Finito il tempo di macerazione filtrare bene e conservare il luogo asciutto e lontano dalla luce diretta.

A parte l’oleolito di iperico che conservo per intervenire su accidenti straordinari tipo scottature o brutte ferite, utilizzo il resto dei miei oleoliti quasi quotidianamente i in sostituzione di creme e sieri di bellezza industriali; i miei preferiti sono quello di rosmarino e quello di carotina selvatica, ma adoro cambiare e li alterno tutti di volta in volta.

Attenzione: l’oleolito di iperico è fotosensiblie, questo significa che messo sulla pelle subito esposta al sole può avere reazioni indesiderate, come ad esempio essere la causa dell’insorgere di macchie cutanee, perciò quando lo applicate fatelo preferibilmente la sera o quando la giornata non è particolarmente soleggiata, oppure aspettate almeno una ventina di minuti prima di esporvi ai raggi solari.

filtrare con un panno dopo 40 giorni

Come li uso? Dopo aver lavato il viso – con i miei super saponi solidi – aggiungo un goccio di oleolito sulle mani bagnate e lo spalmo su viso, collo e decolletè, picchiettando fino ad assorbimento. Dopo la doccia stessa cosa su tutto il corpo ancora bagnato. Faccio attenzione ad asciugarmi bene, picchiettando con l’asciugamano o l’accappatoio sulla pelle invece che strofinando troppo vigorisamente, per evitare che si unga il tessuto.

Oltre ad apportare benefici alla pelle, gli oleoliti possono essere utilizzati per rivitalizzare i capelli (ad esempio quello di fior di carotina o di mimosa), uniti agli impacchi naturali preshampo o all’hennè, e sono anche indicati per regolarizzare la formazione del sebo del cuoio capelluto (come quello all’ortica o all’alloro) o rinvigorire l’attività dei bulbi rinforzando le radici (in particolare quello di rosmarino).

Per un’azione su pelle e capelli più completa spesso aggiungo alla goccia di oleolito anche un paio di gocce di un fervida a piacere. L’effetto è veramente sorprendente.

Come al solito non vi resta che provare!

Pronti?